Come inserire lo sconto cassa in fattura

sconto cassa in fattura

Lo sconto è una delle strategie di marketing più note di sempre visto che la maggior parte degli imprenditori ha messo in atto, almeno una volta nella vita, questa pratica commerciale per promuovere i prodotti o i servizi aziendali.

Si tratta di una tecnica di marketing molto aggressiva in quanto, attraverso lo sconto cassa, ogni attività di impresa può:

– Incentivare gli acquisti di determinati beni o servizi;

– “Sbaragliare” la concorrenza;

– Ridurre le scorte di magazzino;

Naturalmente questa strategia commerciale può essere applicata, periodicamente, da tutte quelle aziende che hanno ridotto i costi di produzione e hanno applicato, allo stesso tempo, le cosiddette economie di scala.

Invece per le piccole realtà imprenditoriali che faticano a raggiungere il punto di pareggio – in economia aziendale si utilizza il termine break even point – lo sconto cassa può essere applicato sporadicamente per non compromettere gli “equilibri” economici e finanziari espressi nel bilancio aziendale.

In entrambi i casi, lo sconto cassa va evidenziato nella fattura di vendita in modo tale da rispettare le normative in tema di contabilità aziendale.

Come inserire lo sconto cassa in fattura

Per applicare lo sconto cassa in fattura, è necessario inserire una nuova colonna nel layout del documento contabile e dichiarare il valore dello sconto.

Ovviamente questa colonna dovrà essere completata solo qualora si applicasse una strategia promozionale, mentre negli altri casi potrà essere ignorata da colui che emette la fattura.

Lo sconto cassa può essere di due tipi:

– Fisso;

– Variabile,

Nel primo caso il valore dello sconto sarà identico per ogni cliente, mentre nel secondo caso potrà variare in base al valore dell’imponibile.

Per capire come funziona lo sconto cassa variabile, farò un breve esempio.

L’azienda X può decidere di applicare i seguenti sconti:

– Imponibile di 100 euro, sconto del 2%;

– Imponibile di 200 euro, sconto del 5%;

– Imponibile di 300 euro, sconto del 7%;

Questa tipologia di sconto è abbastanza atipica per il mercato italiano, ma per me è molto più efficace di quella fissa poiché il consumatore è più propenso a spendere per ottenere un beneficio maggiore.

Come applicare lo sconto cassa in fattura

Una volta scelta la tipologia di sconto da applicare, sarà necessario “dichiararlo” in fattura.

Lo sconto cassa va applicato solo sull’imponibile del prodotto scontato e non sul totale della fattura.

Ad esempio, se il prodotto Y costasse 100 euro e l’azienda X volesse applicare uno sconto di 10 euro, il calcolo dello sconto sarà dato dalla seguente formula: (costo del prodotto – sconto) + Iva.

Invece qualora si utilizzasse una strategia di sconto variabile, la percentuale di sconto andrà sottratta al costo del singolo prodotto o all’imponibile totale.

Anche in questo caso, l’Iva sarà calcolata sul prezzo scontato cosi da rispettare le normative in materia di fatturazione aziendale.

Differenze tra sconto cassa e sconto pagamento

Oltre allo sconto cassa, le aziende italiane possono applicare anche lo sconto pagamento.

Questa tipologia di sconto non va confusa con quella precedentemente descritta, in quanto lo sconto pagamento può essere applicato volontariamente dalle aziende solo qualora il cliente decidesse di pagare la fattura in contanti.

Quindi a differenza dello sconto cassa, lo sconto pagamento può essere applicato all’importo totale della fattura e non solo sull’imponibile.

Ad esempio, se la famiglia Rossi decidesse di pagare la fattura dell’azienda X in contanti (1220 euro comprensivo di Iva), la stessa azienda potrebbe applicare uno sconto di 20 euro sul totale complessivo.

Pertanto lo sconto pagamento è un’agevolazione economica pensata per migliorare, in poco tempo, la liquidità immediata.

Conclusioni

Lo sconto cassa è una strategia di marketing messa in atto dalle aziende, o dai liberi professionisti, per promuovere determinati beni o servizi aziendali.

Può essere applicata sia dalle grandi realtà imprenditoriali, sia da quelle piccole attività commerciali che vogliono migliorare i profitti aziendali.

Nel primo caso questa pratica commerciale potrà essere applicata diverse volte nel corso di un anno solare, mentre nel secondo caso si dovranno valutare gli equilibri economici e finanziari espressi nel bilancio aziendale.

Lo sconto cassa non va confuso con lo sconto pagamento visto che quest’ultimo si applica sul totale della fattura e non solo sull’imponibile.

Inoltre lo stesso sconto pagamento è solo un’agevolazione economica che può essere utilizzata per determinate modalità di pagamento.

Ovviamente lo sconto cassa va dichiarato in fattura e ogni contabile dovrà registrare i dati relativi alla stessa iniziativa promozionale per valutare, insieme al reparto marketing, l’impatto positivo della pratica commerciale.

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Angelo Cerrone

Laureato con il massimo dei voti e relativa lode in Comunicazione di impresa, ho dedicato gran parte della mia vita al marketing e alla comunicazione digitale. Ho condotto alcuni studi di settore e ho realizzato l'ebook: "Come gestire l'assistenza clienti con Whatsapp".

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