Come rilasciare fattura con ritenuta d’acconto e Iva

fattura con ritenuta d'acconto e Iva

Il sistema di fatturazione italiano prevede, in alcuni casi specifici, l’applicazione dell’Iva e della ritenuta d’acconto.

La ritenuta d’acconto non è altro che una trattenuta applicata alle somme di denaro che il fornitore percepisce dai propri clienti.

Questa somma sarà poi versata dallo stesso cliente che avrà il compito di liquidare la ritenuta d’acconto mediante il pagamento del modello F24.

Fatture con ritenuta d’acconto e Iva: chi può rilasciarla

In base alle disposizioni del D.P.R. 600/73, la fattura con ritenuta d’acconto caratterizza la contabilità delle seguenti categorie:

– Le società di capitali residenti nel territorio dello Stato;

– I Gruppi Europei di Interesse Economico (GEIE);

– Gli enti pubblici e privati, diversi dalle società;

– Le società e gli enti di qualsiasi tipo compresi i trust, con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato;

– Le amministrazioni dello Stato anche ad ordinamento autonomo;

– Le società semplici, in nome collettivo ed in accomandita semplice;

– Le società di fatto e le società di armamento;

– Le associazioni senza personalità giuridica, costituite tra persone fisiche per l’esercizio in forma associata di arti e professioni;

– Le persone fisiche che esercitano per professione abituale, ancorché non in via esclusiva, attività di natura commerciale;

– Le imprese agricole;

– Le persone fisiche che esercitano arti e professioni;

– Il condominio;

– Il curatore fallimentare e il commissario liquidatore (D.L. n. 233/2006);

Fatture con ritenuta d’acconto e Iva: quante ritenute esistono

Come è facile intuire dall’analisi dei soggetti coinvolti, esistono diverse tipologie di ritenute d’acconto che possono variare dal 4% per attività di manutenzione e riparazione presso i condomini fino al 30% per le prestazioni di lavoro autonomo per soggetti non residenti nel territorio italiano.

Si tratta di una serie di casi specifici difficili da memorizzare nonché da applicare.

Per tali ragioni, è opportuno consultare sempre un buon manuale di contabilità fiscale per capire l’ambito di applicazione delle normative italiane e come fatturare in modo corretto.

Infatti in alcuni casi, come ad esempio per i liberi professionisti, oltre alla ritenuta d’acconto è necessario applicare anche una rivalsa previdenziale pari al 4%.

Fatture con ritenuta d’acconto e Iva: fattura liberi professionisti

Visto che questo blog è seguito anche da tantissimi professionisti, cercherò di evidenziare, con alcuni semplici esempi, gli elementi che caratterizzano la fattura con ritenuta d’acconto e relativa Iva.

Le fatture con ritenuta d’acconto ed Iva devono essere elaborate in questo modo:

– Dati soggetto emittente;

– Dati cliente;

– Data di emissione;

– Numero progressivo (salvo fatture occasionali);

Ai classici elementi che caratterizzano la fatturazione italiana, bisogna aggiungere:

– Imponibile;

– Eventuale rivalsa del 4%;

– Iva al 22%;

– Ritenuta d’acconto del 20%;

La ritenuta d’acconto andrà sottratta dalla somma totale e si calcolerà solo sull’imponibile.

Qualora ci fosse anche la rivalsa previdenziale del 4%, la ritenuta d’acconto si applicherà in questo modo:

Professionisti privi di cassa previdenziale: la ritenuta di calcolerà sulla somma dell’imponibile più quella della rivalsa previdenziale;

Professionisti iscritti ad una cassa previdenziale: la ritenuta di calcolerà solo sulla somma dell’imponibile.

Invece in tutti questi casi, l’Iva si calcolerà sempre sull’imponibile totale e sull’eventuale rivalsa previdenziale mentre non si applicherà sulla ritenuta d’acconto.

Fatture con ritenuta d’acconto e Iva: esempio fattura libero professionista

Evidenziate le differenze tra professionisti iscritti ad una cassa previdenziale e quelli non iscritti, possiamo concentrarsi su alcuni esempi pratici.

1) Professionisti privi di cassa previdenziale:

Marco fa una consulenza di marketing all’impresa X e rilascia la seguente fattura:

Consulenza marketing: 100 euro;

Rivalsa previdenziale del 4% : 4 euro;

Iva 22%: 22,88 euro;

Ritenuta d’acconto: 20,8 euro;

Totale: 106,08 euro;

2) Professionisti iscritti ad una cassa previdenziale:

Marco fa una consulenza di web marketing all’impresa Y e rilascia la seguente fattura:

Consulenza web marketing: 100 euro;

Rivalsa previdenziale del 4%: 4 euro;

Iva 22%: 22,88 euro;

Ritenuta d’acconto: 20 euro;

Totale: 106,88 euro;

3) Fattura senza rivalsa previdenziale:

Marco fa una consulenza di marketing all’impresa Z e rilascia la seguente fattura:

Consulenza marketing: 100 euro;

Iva 22%: 22 euro;

Ritenuta d’acconto: 20 euro;

Totale: 102 euro;

Conclusioni

Come abbiamo visto, rilasciare una fattura con ritenuta d’acconto ed Iva non è molto complicato. Ma è necessario conoscere la propria posizione fiscale nonché i singoli casi di applicazione.

I liberi professionisti possono rilasciare fattura con o senza rivalsa previdenziale al 4%.

Nel caso in cui si applicasse la rivalsa previdenziale, è necessario capire se si è iscritti ad una cassa previdenziale oppure no.

Nel primo caso bisogna calcolare la ritenuta d’acconto solo sull’imponibile, mentre nel secondo caso la ritenuta d’acconto sarà calcolata sulla somma totale data dall’imponibile e dalla rivalsa previdenziale.

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Angelo Cerrone

Laureato con il massimo dei voti e relativa lode in Comunicazione di impresa, ho dedicato gran parte della mia vita al marketing e alla comunicazione digitale. Ho condotto alcuni studi di settore e ho realizzato l'ebook: "Come gestire l'assistenza clienti con Whatsapp".

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