Perché il mio blog non è in prima pagina su Google?

Essere primi su Google

Chi gestisce un blog aziendale, o in alternativa un sito internet, ha un unico grande desiderio: essere in prima pagina su Google.

Infatti occupare le prime posizione sul motore di ricerca più utilizzato al mondo è fondamentale per:

– Intercettare i bisogni degli utenti digitali;

– Incrementare il numero di visualizzazioni del proprio blog;

– Far accrescere la propria notorietà professionale;

– Migliorare il proprio business aziendale;

Ma raggiungere la prima pagina su Google non è un’impresa semplice in quanto il posizionamento di un sito internet, all’interno del motore di ricerca, è condizionato dalla Search Engine Optimization (Seo) e da alcuni fattori strettamente connessi con l’algoritmo progettato dalla società di Mountain View.

Se nel primo caso è possibile mettere in atto una serie di attività orientate al miglioramento della visibilità del blog aziendale, nel secondo caso gli amministratori di un sito internet possono influenzare il posizionamento della propria piattaforma, sui principali motori di ricerca, solo attraverso la creazione e la pubblicazione di contenuti di altissima qualità.

Pertanto i fattori che condizionano il posizionamento di un sito internet su Google si possono suddividere in due grandi categorie:

1) Fattori Seo;

2) Fattori di contenuto;

I primi includono:

a) Data di pubblicazione;

b) Scelta delle keyword;

c) Ottimizzazione dell’articolo per i motori di ricerca;

Invece i fattori di contenuto comprendono:

a) Tempo di permanenza sulla pagina;

b) Numero di condivisioni;

c) Link in entrata;

Prima pagina su Google: data di pubblicazione

Il posizionamento di un sito internet sui motori di ricerca non è qualcosa di immediato, ma richiedere dei tempi di attesa più o meno lunghi.

Infatti, salvo rari casi eccezionali, è impensabile che un articolo scritto da pochi giorni possa posizionarsi subito in prima pagina su Google o su qualsiasi altro motore di ricerca.

Se avvenisse ciò significa che:

– Abbiamo usato keyword poco utilizzate dai nostri competitor;

– Abbiamo trattato un nuovo argomento ancora non presente negli archivi di Google;

Ovviamente questo non implica che non ci sia una soluzione per velocizzare il processo di scansione da parte dell’algoritmo di Google.

Con l’ausilio del tool gratuito Search Console (scopri come utilizzarla) possiamo inviare l’url del nuovo articolo in modo tale da iniziare l’iter digitale necessario per indicizzare e posizionare un post sul motore di ricerca di Mountain View.

Ma utilizzare la Search Console non semplificherà di certo la “scalata” verso le prime posizioni in quanto Google tenderà a mostrare, in prima pagina, tutti quegli articoli più datati che sono stati in grado, nel tempo, di fornire informazioni esaustive per risolvere le problematiche degli utenti della rete.

Per questo motivo è necessario puntare sui contenuti di qualità per superare la concorrenza e raggiungere la tanto desiderata prima posizione.

Prima pagina su Google: scelta delle keyword

Come già anticipato nel paragrafo precedente, per raggiungere la prima pagina su Google è necessario scegliere le keyword più pertinenti.

Il posizionamento di un sito internet sui motori di ricerca è condizionato:

– Dalla frequenza di utilizzo della parola chiave all’interno del web;

– Dalla scelta delle keyword generiche o specifiche;

Scegliere una parola chiave troppo generica, come ad esempio casa, significa usare una keyword già utilizzata da tantissimi siti internet e per tali ragioni sarà più complesso raggiungere la prima pagina di Google.

Invece applicando la teoria della Coda lunga delle parole chiave (Long tail keyword) sarà più semplice posizionarsi nei primi dieci risultati del motore di ricerca più usato al mondo.

In base a questa teoria, esposta per la prima volta nel 2004 da Anderson, è necessario soffermarsi su più keyword specifiche per ottenere un traffico maggiore rispetto a quello generato da una singola parola chiave generica.

Pertanto usando le keyword casa smontabile di legno si possono intercettare più utenti di chi ha usato solo la parola chiave casa.

Una teoria che applico con successo sul mio blog e che mi ha consentito di raggiungere risultati straordinari in poco tempo.

Ovviamente anche una parola generica può posizionarsi in prima pagina su Google.

Ma questo accade soltanto quando la stessa keyword è usata pochissimo sul web.

Quindi prima di concentrarsi sulla coda lunga delle parole chiave, è necessario calcolare la frequenza di utilizzo della stessa keyword.

Prima pagina su Google: ottimizzazione articolo per i motori di ricerca

Il posizionamento di un sito internet su Google può dipendere anche dalla descrizione dell’articolo da inserire negli Snippet (la cui lunghezza ora varia in base alla tipologia di ricerca) nonché dall’ottimizzazione delle immagini usate all’interno degli articoli.

Per fare ciò, sono necessarie piccole competenze informatiche e una buona conoscenza di WordPress o delle piattaforme che ospitano i nostri blog.

Nel caso in cui usassimo WordPress, possiamo installare il plugin Yoast Seo per completare lo Snippet di Google e ottimizzare il post per i motori di ricerca.

Prima pagina su Google: tempo di permanenza sulla pagina

Oltre ai fattori Seo, il posizionamento di un blog aziendale sui motori di ricerca è condizionato anche dai fattori contenuto.

Tra i fattori più importanti, c’è senza dubbio quello inerente al tempo di permanenza sulla pagina visitata.

Infatti qualora i dati di Google Analytics ci segnalassero una permanenza media troppo bassa e un tasso di abbandono elevato, puoi starne certo che raggiungere le prime posizioni su Google è quasi impossibile.

Questa penalizzazione nasce dalla necessità del motore di ricerca di mostrare per primi i contenuti più rilevanti, rilevanza calcolata anche attraverso il tasso di abbandono della stessa pagina.

Per questo motivo è indispensabile elaborare articoli esaustivi e soprattutto coinvolgenti in modo tale da “trattenere” il lettore fino alla conclusione del contenuto ed evitare allo stesso tempo di subire delle penalizzazione da parte di Google.

Prima pagina su Google: numero di condivisioni

Un altro fattore contenuto molto rilevante per il posizionamento del sito internet all’interno del motore di ricerca di Google è quello inerente al numero di condivisioni sulle altre piattaforme digitali.

Vi sembrerà strano, ma anche questo fattore è determinante per raggiungere le prime posizioni su Google.

Ovviamente la comparazione del numero totale di condivisioni avverrà tra articoli simili elaborati da blogger dello stesso settore.

Pertanto chi fa blogging ha il dovere di fidelizzare la propria community in modo tale da “scalare” posizioni all’interno delle Serp.

Prima pagina su Google: Link in entrata

La condivisione di un articolo di qualità non avviene solo con i tasti di condivisione ma anche mediante i link.

Quando un nostro post viene linkato da altri blogger, Google riterrà quell’articolo rilevante e meritevole di essere collocato nelle prime posizioni del proprio motore di ricerca.

Quindi più un post sarà linkato, più ci saranno probabilità di raggiungere la prima posizione sul motore di ricerca di Mountain View.

Conclusioni

Essere in prima pagina su Google non è semplice ma attraverso una gestione oculata dei fattori Seo e dei fattori contenuti, la “scalata” verso le prime posizioni può trasformarsi in realtà.

Ogni blogger dovrà essere abile a scegliere le keyword che generano più traffico nonché ottimizzare, magari con l’ausilio di un plugin, lo stesso articolo per i motori di ricerca.

Tutto ciò però non è sufficiente per essere in prima pagina, in quanto bisogna concentrarsi sulla qualità dei contenuti in modo tale da catturare l’attenzione dei lettori, generare un buon numero di condivisioni e ottenere qualche link in entrata indispensabile per essere battere la concorrenza.

Il web è anche condivisione

Angelo Cerrone

Laureato con il massimo dei voti e relativa lode in Comunicazione di impresa, ho dedicato gran parte della mia vita al marketing e alla comunicazione digitale. Ho condotto alcuni studi di settore e ho realizzato l'ebook: "Come gestire l'assistenza clienti con Whatsapp".

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